PER OTTIMIZZARE LA QUALITA’ DEL FIENO IO MI REGOLO COSI’ | MARZIO BROGGI

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Fieno

di Marzio Broggi, azienda Valmulini, Ronago

Nella nostra azienda viene utilizza la tecnica della fienagione in due tempi che, per mezzo di un essiccatoio di fieno dalla capacità di sedici rotoballe, è in grado non solo di migliorare il processo di produzione, ma anche di garantire un’alta qualità del foraggio.

Questa particolare tecnica si divide in due differenti fasi: la prima, di pre-appassimento in campo e la seconda, di essicazione nell’impianto aziendale, allo scopo di portare l’umidità del prodotto finito al di sotto del 12%.

EssiccazioneIn seguito all’incontro con il professor Roberto Rubino e alla sua degustazione di alcuni nostri prodotti, la fienagione di quest’anno è stata, volutamente, posticipata di quindici giorni.

I nostri formaggi sono risultati infatti, se pur molto profumati, carenti in quanto lunghezza del gusto, risultato questo, di una fienagione effettuata a metà aprile, quando i prati, ancora troppo giovani, non sono sufficientemente ricchi di polifenoli.

È quindi per questo che nell’anno 2020 la nostra fienagione è iniziata il 1° maggio, periodo in cui le erbe polifite dei prati raggiungono un maggiore stato di maturazione e sono capaci di garantire una maggior lunghezza di gusto nel prodotto caseario.

Fienagione iniziata con un clima favorevole, caratterizzato da temperature massime giornaliere di 25°, un’umidità relativa del 35% e una velocità del vento compresa tra 12 e 25 km/h; nei mesi precedenti, particolarmente secchi, i terreni avevano sofferto la siccità, caratteristica assai rara del nostro territorio.

Questo fattore non ha però compromesso la germinazione dei nostri prati polifiti che, anche quest’anno, sono rimasti prevalentemente composti da: fienarola e mazzolina (già in spigatura), bromo e festuca (a inizio spigatura) e loietto perenne ( ben sviluppato ma in fase di pre-spigatura) per quanto riguarda le graminacee; da trifoglio violetto (a inizio fioritura), trifoglio repens (ben sviluppato ma senza presenza di fiore) per quanto riguarda invece le leguminose, e infine da tarassaco (a fine fioritura), geranio selvatico e ranuncolo (in fioritura) e romice (in fase di sviluppo) parlando di infestanti(semmai si possa parlare di infestanti).

La secchezza dei prati ha, però, portato a preferire un’andanatura fatta con trattore e non con moto ranghinatore, utilizzato principalmente su terreni umidi; questa macchina si differenzia infatti, per la sua abilità di non inumidire il prodotto schiacciandolo sul terreno al passaggio delle ruote.

andanaturaL’operazione di fienagione si articola in cinque diversi momenti: un primo di sfalcio, effettuato nelle ore mattutine su prati asciutti; un secondo, che prevede lo spandimento dell’andana d’erba dopo circa un’ora; si prosegue poi con un terzo, che prevede il primo tra i processi di rivoltamento, ovvero quello compiuto dopo quattro ore dallo spandimento, per poi passare ad una seconda fase di rivoltamento effettuata l’indomani verso le ore 13.00, per poi terminare con un ultimo rivoltamento la mattina del terzo giorno.

È importante specificare come gli sfalci subiscano l’influenza delle stagioni: in primavera ed autunno il fieno viene raccolto due giorni dopo lo sfalcio, mentre in estate la raccolta avviene il giorno successivo al taglio, così da evitare di rompere e rovinare foglie e parti più delicate della pianta.

Il passaggio subito immediato è quello di imballatura, effettuato per mezzo di una rotopressa a camera fissa a media densità, con un’umidità del fieno intorno al 30%.

In un secondo momento, le rotoballe vengono raccolte e inserite immediatamente nell’essiccatoio, dove vengono ventilate con aria calda compresa tre i 35° e i 40°, per tutto il corso della notte; per quanto riguarda invece l’umidità, essa non supera mai il 60%.

L’essicazione viene gestita da diversi programmi di lavoro dell’impianto, utilizzabili nelle varie stagioni dei raccolti; tra questi, noi preferiamo usare quelli poco spinti, cioè caratterizzati da temperature d’aria ventilata che non superano i 40°/45°, ottenendo così sì, un’essicazione più lenta, ma al tempo stesso, delicata che permette di ottenere fieni non “cotti”, ricchi di profumi e valori nutrizionali.

Dopo aver effettuato un controllo del raggiungimento della percentuale di umidità del fieno, desiderata, quest’ultimo viene immagazzinato e conservato nei fienili aziendali.

In questo modo, il fieno prodotto, dopo essere stato con vari sfalci raccolto è subito utilizzabile per l’alimentazione di bovini, che ricevono una dieta equilibrata e il più appetibile possibile.

La razione alimentare per capo/giorno delle vacche da latte è attualmente composta da 15 kg di fieni e 5 kg di cereali.